HomePortfolioTeamStrumenti AIBlogIniziamo un progetto →
Hotel2 ottobre 20268 min di lettura

Servizio fotografico in hotel: come organizzarlo senza fermare la struttura

Servizio fotografico in hotel: come organizzarlo senza fermare la struttura

Un hotel non deve necessariamente essere vuoto per organizzare un servizio fotografico.

Per molte strutture, soprattutto con piscina, giardino e altri spazi esterni, aspettare il periodo di minore occupazione può significare perdere le condizioni fotografiche migliori.

In Sicilia e, più in generale, in un clima mediterraneo, quelle condizioni si trovano tra fine aprile e giugno e tra settembre e metà ottobre, anche se per motivi diversi. In primavera e a inizio autunno la luce è più morbida e la vegetazione è in buono stato. A giugno alcuni giardini sono al massimo e le giornate lunghe permettono di distribuire meglio il lavoro, ma la luce delle ore centrali è più dura e gli esterni si concentrano all’inizio e alla fine della giornata.

Sono però anche i periodi in cui l’hotel è già operativo.

Nelle strutture urbane la stagionalità degli esterni incide molto meno e il servizio si può organizzare tutto l’anno, ma il tema resta lo stesso: camere occupate, ospiti negli spazi comuni, personale impegnato e un hotel che deve continuare a lavorare.

Questo articolo nasce da un caso reale: una struttura in Sicilia con piscina e spazi esterni, fotografata a fine giugno, con ospiti regolarmente presenti.

Vialetto in pietra tra cespugli e pini, con la dimora illuminata dal sole basso.

In sintesi

Per organizzare un servizio fotografico mentre l’hotel è operativo mi baso su tre pilastri:

  1. verificare sul posto il programma in funzione della luce reale;
  2. prevedere un margine di tempo oltre alle ore strettamente necessarie per scattare;
  3. coordinare camere, staff e spazi comuni con la normale attività della struttura.

Perché aspettare che l’hotel sia vuoto può essere un problema

Immaginiamo una struttura con giardino e piscina che voglia aggiornare le proprie fotografie a settembre.

Si decide di rimandare alla fine della stagione, quando ci saranno più camere libere. Lo shooting arriva così a fine ottobre. Una settimana di maltempo lo fa slittare ancora e, quando finalmente si riesce a organizzarlo, il giardino non è più nelle stesse condizioni e le ore di luce disponibili sono diminuite.

In una situazione del genere avere tutte le camere libere non compensa necessariamente ciò che si è perso all’esterno.

Per questo preferisco valutare prima quando la struttura ha senso fotograficamente e poi capire come inserire il servizio nella sua operatività.

Il caso reale: la sequenza di lavoro

Il programma con cui ero arrivato in hotel è cambiato già durante il servizio.

La sequenza reale è stata questa:

  • Giorno 0, pomeriggio: arrivo, verifica della luce, disponibilità degli ambienti e organizzazione del programma.
  • Giorno 1, alba e prime ore: fotografie degli esterni previste per quella fascia.
  • Giorno 1, mattina: priorità alla colazione, preparata in anticipo dalla cucina per poterla fotografare prima dell’arrivo degli ospiti.
  • Giorno 1, ore centrali: camere fotografate progressivamente in funzione delle pulizie e delle disponibilità.
  • Giorno 2, prime ore: recupero di alcuni esterni spostati dal giorno precedente.
  • Giorno 2: fotografia della cena, nel momento concordato con la cucina in base alla disponibilità del personale e delle preparazioni necessarie.

Il programma iniziale era quindi una base di lavoro, non una sequenza da rispettare a qualunque costo.

Pilastro 1: verificare sul posto quando fotografare

Arrivo sempre con una shooting list e con una prima pianificazione, ma prima di iniziare verifico le condizioni reali.

Guardo la posizione del sole, le ombre, la luce che entra nelle camere e negli spazi comuni. Incrocio queste informazioni con gli orari di cucina e colazione, la disponibilità delle camere, l’utilizzo della piscina e le esigenze dello staff.

In estate, per esempio, le prime fotografie degli esterni possono iniziare molto presto. Questo ha anche un vantaggio operativo: una parte importante del lavoro può essere completata prima che gli ospiti inizino a utilizzare pienamente gli spazi comuni.

La verifica iniziale evita soprattutto di accorgersi troppo tardi che un ambiente è stato fotografato nella fascia sbagliata.

Il programma deve servire allo shooting, non il contrario.

Durante il lavoro alcune voci vengono completate, altre cambiano orario e altre possono passare alla giornata successiva.

Pilastro 2: pianificare anche il margine

In condizioni ideali, con tutti gli ambienti disponibili contemporaneamente, questo servizio avrebbe richiesto circa una giornata e mezza.

Alla struttura avevo invece indicato due giorni e mezzo.

Quelle 24 ore ulteriori non sono una regola che applico indistintamente a ogni lavoro. Il margine cambia in base alla struttura, al numero di ambienti, all’occupazione e al tipo di fotografie da realizzare.

In un hotel operativo, però, prevedere una certa flessibilità è fisiologico.

Lo staff non è a disposizione del fotografo e può avere urgenze che modificano le priorità della giornata. Nel caso di questo servizio, dopo gli scatti alle prime luci avrei potuto continuare con altri esterni, ma quella mattina era il momento migliore per fotografare la colazione.

La cucina aveva personale e preparazioni disponibili per allestirla in anticipo. Ho quindi dato priorità a quella parte del lavoro e spostato alcuni esterni alla mattina successiva, mantenendo una fascia di luce adatta.

Il margine era stato previsto proprio per poter gestire situazioni di questo tipo.

Dal mio punto di vista fa parte della pianificazione del servizio e non diventa un costo aggiuntivo semplicemente perché durante il lavoro una priorità cambia.

Buffet della colazione con dolci, pane e altri alimenti disposto sotto un arco azzurro.
La colazione era stata preparata prima dell’arrivo degli ospiti.

Pilastro 3: coordinare camere, staff e ospiti

Le camere sono probabilmente l’esempio più semplice.

Mi aggiorno sul piano delle pulizie e cerco di fotografarle man mano che diventano pronte. Tra check-out e check-in c’è spesso una finestra di circa cinque ore, sufficiente perché lo staff possa completare progressivamente le pulizie e io possa lavorare sulle camere disponibili.

A volte chiedo che una determinata camera venga preparata per prima, soprattutto quando ha un’esposizione che suggerisce una fascia oraria precisa. Non modifico però gli orari di check-in e check-out. Se un ospite ha già comunicato un arrivo più tardo, quella informazione può semplicemente offrire più margine.

La stessa logica vale per gli spazi comuni.

La colazione deve essere pronta prima dell’arrivo degli ospiti, quindi la preparazione anticipata va concordata con il personale. Per la piscina posso scegliere una fascia precedente all’apertura o successiva alla chiusura, coordinandomi con lo staff perché lo spazio venga riordinato prima delle fotografie.

Cerco così di lavorare quando gli ospiti non sono presenti negli ambienti che devo fotografare. Se una persona rimane accidentalmente in una parte dell’inquadratura, può anche essere possibile rimuoverla successivamente in post-produzione, compresi alcuni casi in cui possono essere utili strumenti di intelligenza artificiale.

È comunque preferibile che la struttura comunichi la presenza del fotografo agli ospiti e chiarisca che durante il servizio verrà rispettata la loro privacy.

Piscina fotografata prima dell’orario di apertura

Cosa serve concordare prima del servizio

Per lavorare con maggiore fluidità sono sufficienti poche informazioni pratiche:

  • un referente della struttura con cui coordinare eventuali cambi di programma;
  • occupazione delle camere, check-out, check-in ed eventuali arrivi tardivi già comunicati;
  • priorità delle camere o degli ambienti da fotografare;
  • orari di cucina, colazione, ristorante e piscina;
  • preparazioni o riordini che devono essere anticipati appositamente per le fotografie.

Più queste informazioni sono chiare, meno lo shooting interferisce con il normale lavoro della struttura.

Da fuori, idealmente, succede molto poco.

L’hotel continua a funzionare.

Anche aspettare fa parte del lavoro

Durante un servizio di questo tipo ci sono inevitabilmente momenti in cui una camera è ancora in pulizia, uno spazio è occupato o la luce che sto aspettando arriverà più tardi.

Uso spesso questi intervalli per scaricare e organizzare i file, fare le prime selezioni e controllare ciò che è già stato fotografato.

Mi permette di verificare durante il servizio cosa è completo e cosa potrebbe richiedere un secondo passaggio.

E qualche volta il tempo di attesa rimane davvero libero.

In questo caso ho provato l’area dedicata al tiro con l’arco.

Dopo qualche tutorial e diversi tentativi non sono riuscito a centrare il bersaglio neanche una volta.

Sulla fotografia è andata decisamente meglio.

Quando è meglio scegliere un altro momento

La flessibilità ha comunque un limite.

Se la struttura è al completo, ospita un evento importante o lo staff non ha materialmente la possibilità di preparare gli spazi necessari, preferisco valutare un’altra data.

Per lavorare mentre l’hotel è aperto non serve avere tutti gli ambienti contemporaneamente disponibili. Serve però che, all’interno della finestra pianificata, ci sia spazio sufficiente per fotografarli senza creare problemi alla normale attività.

Cosa cambia per l’hotel

Questo modo di organizzare il servizio porta soprattutto tre vantaggi:

  • si può scegliere un periodo fotograficamente favorevole, soprattutto quando giardino, piscina e spazi esterni hanno una forte stagionalità;
  • l’attività dell’hotel continua con interferenze ridotte, perché camere e aree comuni vengono fotografate progressivamente;
  • un cambio di programma rimane gestibile, perché una parte della flessibilità è prevista fin dall’inizio.

La parte fotografica resta naturalmente centrale, ma il risultato dipende anche da ciò che permette di arrivare allo scatto nel momento corretto: luce, disponibilità degli spazi e coordinamento con chi lavora ogni giorno nella struttura.

Non sei sicuro di quando organizzare il servizio fotografico?

Se stai pensando di aggiornare le fotografie del tuo hotel ma non sai quale sia il periodo più adatto, ne parliamo assieme.

Mi racconti come lavora la struttura, quali spazi vuoi fotografare e il periodo che stai valutando. Da lì possiamo capire quale finestra ha più senso e come inserirla nella normale operatività dell’hotel.

[VALUTIAMO IL PERIODO GIUSTO]

Iniziamo un progetto →Scrivici su WhatsApp